"Canto de Ossanha"
Essendo la vita l'arte dell'incontro, l'incontro con il suo mentore Caetano Veloso
si commuove udendo il canto degli usignoli.
Virginia Rodrigues è la protagonista di una storia di grosse difficoltà all'inizio ma con un lieto fine. Una di quelle storie che fosse un film il regista non potrebbe che essere Frank Capra. Una storia che dialoga con la parte più umana e tenera dentro di noi, quella parte che il più delle volte manteniamo nascosta.
Nasce poverissima in una favela di Salvador de Bahia. Per contribuire al sostentamento della famiglia lascia la scuola all'età di dodici anni e si arrangia con umili lavori: lavapiatti, cuoca, donna delle pulizie, manicure. Ha una grande passione per il canto e la coltiva negli anni frequentando il coro della chiesa, studiando lirica - è un contralto - e partecipando a rappresentazioni teatrali di ogni genere.
Un giorno (il giorno dei giorni per Virginia) Caetano Veloso si reca a vedere una piece teatrale nella quale Virginia interpreta una ragazza sordomuta - da non credere! - che alla fine della rappresentazione ritrova la voce. Una voce celestiale che colpisce Caetano al punto da invitarla ad aprire alcuni suoi concerti. Siamo a metà degli anni Novanta, Virginia ha superato la trentina e corona il sogno di pubblicare il suo primo album "Sol negro" nel 1997, un delizioso piatto ricco di bossa nova, jazz e anima con ospiti quali Milton Nascimento, Gilberto Gil e Djavan. Seguiranno "Nos" nel 2000, intriso dei ritmi e della spiritualità di Bahia, la più africana e mistica tra le città brasiliane, e "Mares profundos" nel 2003, una personale rivisitazione del samba anni Sessanta.
Se siete arrivati sin qui nella lettura non vi rimane che procurarvi una incisione di Virginia Rodrigues e ascoltarla, chissà mai che, come accadde a Caetano Veloso tanti anni fa, la malia seduca pure voi.

(Paolo Panzeri)